Smart home e sostenibilità: tra promesse e impegni reali
Dall’adesione di EZVIZ al Global Compact alle criticità ambientali delle tecnologie domestiche
di Flavia Pignataro
Smart home e sostenibilità: tra impegni dichiarati e impatto reale
In occasione della Giornata della Terra, EZVIZ, azienda attiva nel settore della smart home, ha annunciato la propria adesione al United Nations Global Compact, il programma delle Nazioni Unite per la sostenibilità d’impresa, che incoraggia le aziende a rispettare e promuovere principi universali in materia di diritti umani, lavoro, tutela dell’ambiente e lotta alla corruzione.
L’ingresso nell’iniziativa segna un passaggio importante almeno sul piano formale: le aziende aderenti si impegnano a rispettare dieci principi fondamentali e a contribuire agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Ma, nel caso delle tecnologie domestiche intelligenti, la questione è più complessa.
Dispositivi come telecamere e sistemi di sorveglianza promettono sicurezza ed efficienza, ma comportano anche consumi energetici, produzione di rifiuti elettronici e un impatto crescente sull’ambiente domestico. È su questo equilibrio che si gioca oggi la credibilità del settore.
EZVIZ sostiene di aver avviato diverse iniziative: dalla piantumazione di oltre 4.000 alberi per ridurre di circa 738 tonnellate di CO₂ e ha evitato che oltre un milione di bottiglie di plastica inquinassero ecosistemi vulnerabili, cioè ambienti naturali delicati come le barriere coralline.
Parallelamente, l’azienda dichiara di investire in tecnologie che riducono i consumi energetici e l’inquinamento luminoso, un aspetto spesso trascurato ma rilevante per gli ecosistemi e per i ritmi biologici.
EZVIZ è stata tra le prime a integrare nelle telecamere da esterno un sistema brevettato per rilevare gli animali selvatici. Continua a sviluppare soluzioni di intelligenza artificiale responsabile, che proteggono le persone senza danneggiare la fauna, come sottolinea Sophie Zhang, Direttrice del Brand Globale di EZVIZ.
Il loro obiettivo è quello di costruire un futuro sostenibile per le generazioni che verranno.
Resta però una domanda centrale: quanto queste iniziative rappresentano un cambiamento strutturale e quanto rispondono a una crescente domanda di sostenibilità da parte dei consumatori?
