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La Maratona Internazionale di Danza torna a Spoleto

Tra memoria e innovazione, il Festival dei Due Mondi riporta in scena uno degli appuntamenti simbolo della sua storia

di Ludovica Zurzolo

Nelle serate del 4 e 5 luglio, il Teatro Romano ha ospitato il ritorno della storica Maratona Internazionale di Danza, tra gli appuntamenti più prestigiosi del Festival dei Due Mondi. Due serate che hanno riportato in scena una delle formule più amate della manifestazione, riunendo alcune stelle della danza internazionale in un programma capace di intrecciare repertorio classico, creazioni contemporanee e una prima mondiale.

Ideata alla fine degli anni Settanta da Alberto Testa e Vittoria Ottolenghi, figure di riferimento della critica e della divulgazione della danza in Italia, la Maratona contribuì a rendere il Festival un punto d’incontro per alcuni dei più grandi interpreti del balletto mondiale, da Rudolf Nureyev a Carla Fracci, da Mikhail Baryshnikov ad Alessandra Ferri.

A raccoglierne oggi l’eredità è il direttore artistico Daniele Cipriani, che ha scelto di riproporre quella formula senza nostalgia, ma con uno sguardo rivolto al presente. La nuova Maratona conserva lo spirito originario, riunire sullo stesso palcoscenico artisti provenienti dalle principali compagnie internazionali, aprendosi però ai linguaggi della danza contemporanea.

Il programma ha alternato pagine del grande repertorio, come Il Corsaro, Esmeralda e Don Chisciotte, a coreografie firmate da George Balanchine, Jerome Robbins e Lar Lubovitch, interpretate da artisti di primo piano come Tiler Peck, Roman Mejia, Maia Makhateli, Daniil Simkin, Iana Salenko, Davide Dato e Alessandro Frola.

Tra i momenti più intensi della serata si è distinto Sergio Bernal, protagonista prima dell’energia del flamenco in Soleá x Bulerías e poi della prima mondiale della nuova rilettura de La Sagra della Primavera di Igor Stravinskij, firmata dai coreografi Albert Hernández, Irene Tena ed Eduardo Martínez. La coreografia fonde flamenco e danza contemporanea, offrendo una nuova interpretazione di uno dei capolavori del Novecento.

L’entusiasmo del pubblico, testimoniato dai lunghi applausi fino al défilé finale che ha riunito tutti gli artisti sul palco, ha confermato il successo di un evento che non è stato soltanto una successione di esibizioni, ma una celebrazione della danza nelle sue molteplici forme.

Il ritorno della Maratona Internazionale di Danza assume così un significato che va oltre il valore dello spettacolo. Inserita nella prima edizione del Festival diretta da Daniele Cipriani e dedicata al tema delle “Radici”, questa scelta dimostra come il recupero di una grande tradizione possa diventare un’occasione per guardare al futuro, facendo dialogare memoria, innovazione e nuove sensibilità artistiche.