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Siena attende il Palio dell’Assunta

Quattro giorni di riti, cavalli e contrade nel cuore della città

di Ilaria Renzi

Dal 13 al 16 agosto Siena tornerà a vivere i giorni più intensi e attesi dell’estate. Il Palio dell’Assunta non è soltanto la celebre corsa di cavalli in Piazza del Campo, ma una tradizione che coinvolge l’intera città e affonda le proprie radici nella storia religiosa, civile e popolare della comunità senese.

Il Palio si corre due volte l’anno. Quello del 2 luglio è dedicato alla Madonna di Provenzano, mentre quello del 16 agosto celebra l’Assunzione di Maria. Nei giorni che precedono la gara, Siena cambia volto. Le bandiere vengono esposte alle finestre, i tamburi risuonano nelle strade e le contrade si riuniscono intorno ai propri colori.

A partecipare al Palio dell’Assunta 2026 saranno Selva, Chiocciola, Oca, Nicchio, Lupa, Istrice e Torre, ammesse di diritto, insieme ad Aquila, Onda e Giraffa, estratte a sorte il 5 luglio in Piazza del Campo. Saranno quindi dieci le contrade in gara, sulle diciassette in cui è suddivisa la città.

Le contrade non sono semplici squadre sportive. Sono comunità radicate in territori ben precisi, ciascuna con una propria chiesa, un museo, simboli, riti e una forte rete di solidarietà. L’appartenenza si tramanda spesso dalla nascita e accompagna le persone per tutta la vita. Vincere il Palio non significa conquistare soltanto una corsa, ma ottenere un riconoscimento destinato a entrare nella memoria collettiva della contrada.

Il 13 agosto si svolge la cosiddetta tratta, durante la quale i cavalli vengono selezionati e assegnati per sorteggio. È un momento decisivo, perché nessuna contrada può scegliere il proprio animale. Da quell’istante iniziano le valutazioni, le strategie e le speranze. Fantino e cavallo dovranno costruire rapidamente un’intesa capace di affrontare la particolare pista di tufo che circonda Piazza del Campo.

Il 14 agosto la città partecipa alla processione per l’Offerta dei Ceri e dei Censi, mentre il drappellone, il premio destinato alla contrada vincitrice, viene trasferito in Cattedrale. Il 15 agosto si celebra la Messa solenne dell’Assunta e, in serata, si svolge la prova generale. Al termine, le contrade organizzano grandi cene all’aperto, durante le quali dirigenti, fantini e abitanti si ritrovano nelle strade e nelle piazze dei rispettivi territori.

Il 16 agosto l’attesa raggiunge il culmine. Nel pomeriggio, dopo la benedizione del cavallo negli oratori delle contrade partecipanti, il corteo storico attraversa il centro di Siena. Centinaia di figuranti in costume, alfieri, tamburini e rappresentanti delle diciassette contrade entrano in Piazza del Campo seguendo un cerimoniale rigoroso.

Poi arriva il momento della corsa. I cavalli, montati a pelo dai fantini, devono compiere tre giri della piazza. La gara dura poco più di un minuto, ma può essere preceduta da una lunga e nervosa attesa al canape, la corda che delimita la zona di partenza. Il Palio può essere vinto anche da un cavallo che tagli il traguardo senza fantino, purché conservi sul capo la spennacchiera con i colori della contrada.

Intorno alla corsa resta aperto il dibattito sulla sicurezza e sul benessere degli animali. Il tracciato presenta curve impegnative e il carattere spettacolare dell’evento non può far dimenticare i rischi per i cavalli. Anche nel 2026 il Comune di Siena applica un Protocollo equino che prevede visite veterinarie, selezione e addestramento degli animali, controlli sui trattamenti farmacologici e verifiche sulla loro idoneità.

Esiste inoltre un pensionario destinato ad accogliere i cavalli che non possono più correre per età o infortunio. Queste misure testimoniano una crescente attenzione verso il benessere animale, ma non eliminano le critiche delle associazioni animaliste, che continuano a chiedere garanzie sempre più rigorose. La tutela dei cavalli rappresenta oggi una condizione essenziale affinché una tradizione tanto antica possa confrontarsi responsabilmente con la sensibilità contemporanea.

Per chi assiste per la prima volta al Palio, è facile concentrarsi sulla corsa. Per i senesi, invece, quei tre giri costituiscono soltanto il momento culminante di una storia che dura tutto l’anno. Le contrade svolgono attività sociali, custodiscono patrimoni artistici, organizzano iniziative e mantengono vivi rapporti di appartenenza che vanno ben oltre il giorno della gara.

Il Palio dell’Assunta continua così a unire competizione, fede, identità e memoria. Per comprenderlo davvero non basta osservare i cavalli correre intorno a Piazza del Campo. Bisogna ascoltare i tamburi, entrare nelle contrade e vedere la città sospendere il proprio ritmo quotidiano per ritrovarsi, ancora una volta, dentro la sua storia.