Raffaela Mariniello, viaggio fotografico lungo il Volturno
All’ICCD di Roma una mostra fotografica racconta il territorio del Volturno tra ricchezza naturale, tradizione produttiva e crisi ambientale
di Laura Pompili
Una terra fertile, una lunga tradizione produttiva e le ferite provocate dall’inquinamento sono le tre dimensioni che convivono lungo il corso del fiume Volturno e che Raffaela Mariniello esplora nel progetto fotografico Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi, in mostra all’ICCD di Roma fino al 12 febbraio 2027.
Il maggiore fiume dell’Italia meridionale diventa il filo conduttore di un viaggio attraverso il Molise e la Campania. Le immagini mettono in relazione natura, attività umane e trasformazioni economiche, restituendo la complessità di un territorio, lontana dalle rappresentazioni che separano la bellezza dei luoghi dalle loro criticità.
Il titolo scelto dalla fotografa napoletana, nata nel 1961, racchiude il significato della ricerca. Terra Fertile richiama la vocazione agricola di un’area favorita dalla presenza dell’acqua e dalla natura vulcanica dei suoli. Terra di Lavoro evoca la storia produttiva del Casertano, dagli opifici borbonici alla tradizione della seta di San Leucio. Terra dei Fuochi introduce, invece, il tema dei roghi di rifiuti tossici e delle emergenze ambientali che ha segnato ampie zone tra Napoli e Caserta.
Il contesto non è soltanto geografico o economico, ma riguarda il rapporto tra le risorse disponibili e il modo in cui vengono utilizzate. Mariniello osserva queste contraddizioni senza ridurre l’intera area alla sua crisi ambientale, valorizzandone anche la storia e l’identità produttiva.
L’allestimento propone un’esperienza immersiva attraverso stampe di grande formato, light box, video e wallpaper. Una pluralità di linguaggi che trasforma le immagini in un racconto visivo capace di intrecciare memoria, osservazione e interpretazione.
Il progetto si inserisce in una ricerca che accompagna da decenni il lavoro dell’artista. Con Bagnoli, una fabbrica, presentato tra il 1992 e il 1995, Mariniello aveva documentato una realtà industriale destinata a profonde trasformazioni. In Souvenirs d’Italie (2006-2011) aveva rivolto lo sguardo ai luoghi simbolo del Paese, soffermandosi sulle alterazioni introdotte da elementi artificiali e kitsch. Il legame con il Volturno era già emerso nel 2022 con ZioRiz, il suo primo lungometraggio, dedicato a un viaggio dalla sorgente alla foce. La mostra romana prosegue questa esplorazione, attraverso fotografie e installazioni.
Ad accompagnare l’esposizione è il volume pubblicato da Artem, con testi di Carlo Birrozzi, Francesca Fabiani, Raffaela Mariniello, Antonio Pascale e Angela Tecce e la grafica dello studio CH RO MO. Pensato non come un semplice catalogo, ma come un racconto di viaggio in parole e immagini, il libro amplia lo sguardo sul territorio.
La mostra conclude la programmazione annuale dell’ICCD e segna l’ingresso delle opere di Mariniello nelle collezioni dell’Istituto, tra le più importanti raccolte pubbliche italiane dedicate alla fotografia.
Seguire il Volturno significa confrontarsi con una storia in cui risorse naturali, lavoro e degrado ambientale sono strettamente legati. È in questa convivenza, lontana da facili semplificazioni, che la ricerca di Mariniello trova la propria forza.
INFO MOSTRA
Titolo: “Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi”
Sede espositiva: ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Via di San Michele 18 – Roma
Periodo: 22 ottobre 2026 – 12 febbraio 2027
A cura di: Francesca Fabiani
Orari apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 (escluso festivi)
Ingresso libero
Per informazioni: tel. +39 06 585521
