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Otello torna a Roma, la gelosia come tragedia del nostro tempo

Al Teatro Argentina, Shakespeare racconta il potere distruttivo del sospetto e della manipolazione

di Chiara Renzi

La gelosia non nasce sempre da una prova. A volte cresce da un dubbio suggerito, da una frase pronunciata al momento giusto, da un equivoco trasformato in certezza. È il meccanismo spietato di Otello, la tragedia di William Shakespeare che torna al Teatro Argentina di Roma dal 4 al 29 novembre 2026, nella regia di Luca De Fusco. Uno dei capolavori più rappresentati del teatro occidentale diventa così un’occasione per riflettere sul potere delle parole e sulla fragilità della fiducia.

Otello è un comandante stimato, un uomo abituato ad affrontare i pericoli della guerra. Ha sposato Desdemona, che lo ha scelto liberamente, andando contro le convenzioni del proprio ambiente. Eppure la sua sicurezza si incrina quando Jago, ufficiale a lui vicino, insinua che la moglie gli sia infedele. Non occorre una dimostrazione. Bastano indizi manipolati e allusioni ripetute perché il protagonista cominci a interpretare ogni gesto come una conferma del tradimento.

Jago è il grande artefice dell’inganno. Non inventa soltanto una storia, ma altera il modo in cui Otello interpreta ciò che vede. Shakespeare mostra così un processo che suona sorprendentemente attuale: la costruzione di una falsa convinzione attraverso la selezione interessata delle informazioni. Il dramma non riguarda dunque soltanto la gelosia. Parla anche di persuasione, vulnerabilità e responsabilità personale, temi riconoscibili ben oltre il palcoscenico.

Nella rilettura di De Fusco assume rilievo anche la dimensione del pregiudizio. Otello occupa una posizione di prestigio, ma resta esposto allo sguardo di una società che lo considera diverso. L’allestimento annunciato dalla produzione valorizza questa tensione, mettendo in relazione la tragedia privata con i rapporti di potere e le discriminazioni. È una chiave di lettura che amplia il significato del testo, senza cancellare il suo nucleo più doloroso.

Quel nucleo ha il volto di Desdemona. La donna che all’inizio esercita la libertà di scegliere l’amore diventa progressivamente oggetto di sospetto e controllo. La vicenda consente di interrogarsi sulla violenza che nasce quando il possesso prende il posto del rispetto, senza ridurre il dramma a una semplice illustrazione di temi contemporanei. L’opera di Shakespeare conserva infatti tutta la sua complessità, la capacità di mostrare insieme le responsabilità individuali e le pressioni sociali.

Il ritorno di Otello al Teatro Argentina permette al pubblico romano di confrontarsi con un classico che non ha perso la capacità di inquietare. La tragedia ci chiede quanto sia difficile ascoltare la verità quando la paura ha già deciso che cosa credere. È forse questa domanda, più della celebre storia della gelosia, a renderla necessaria anche oggi.

Info Otello:

Sede: Teatro Argentina – Roma
Periodo: 4 – 29 novembre 2026
Durata: 1 ora e 45’
Biglietti: Vivaticket.it – Otello