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Luigi Russolo e il dialogo tra suono e colore: la mostra “Rumorcolori” a Portogruaro

Dalle opere futuriste agli Intonarumori, la mostra ripercorre la ricerca dell’artista sul rapporto tra immagini, musica e rumori della modernità

di Laura Pompili

“Luigi Russolo. Rumorcolori” ricostruisce a Palazzo Vescovile il percorso di un artista che ha  sperimentato pittura, musica e ricerca sul suono. La mostra si tiene a Portogruaro (VE) dal 18 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 e presenta opere, documenti e la ricostruzione degli Intonarumori.

Che cosa può avere in comune un dipinto con il rumore di una macchina? Per Luigi Russolo (Portogruaro, 1885 – Cerro di Laveno, 1947), pittore e musicista, immagini e suoni appartenevano a una ricerca capace di attraversare più linguaggi. La mostra ripercorre questo intreccio attraverso opere e documenti.

Il titolo richiama la caratteristica della sua pittura: luce, colore e forme non servono soltanto a rappresentare ciò che si vede, ma a suggerire vibrazioni, ritmi e trasformazioni. In La musica del 1911, per esempio, Russolo ha esplorato come la musica possa essere evocata anche attraverso l’immagine, come un suono visivo.

L’esposizione, curata da Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso, segue le diverse fasi del lavoro dell’artista. Le prime incisioni comprendono Donna pipistrello (1907) e Maschere (1909), opere che testimoniano il passaggio dalle suggestioni simboliste alle ricerche futuriste.  È nel 1910 che Russolo firma con altri artisti il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista.

Nel 1913, con il manifesto L’arte dei rumori, Russolo ha proposto di accogliere nella musica i suoni della vita moderna: quelli della città, delle fabbriche e delle macchine. Non si trattava soltanto di riprodurli, ma di organizzarli e trasformarli in elementi di composizione.

A questa ricerca sono legati gli Intonarumori, strumenti progettati e costruiti dall’artista per produrre differenti tipi di rumore, dai rombi ai crepitii, dagli scoppi ai sibili.

Gli strumenti originali dell’artista andarono distrutti nel 1943 sotto i bombardamenti. Nel 1977 Pietro Verardo ne realizzò una ricostruzione esposta, per la prima volta in Veneto.

Il percorso espositivo offre una panoramica della vita artistica di Russolo e comprende anche gli anni successivi alla stagione futurista. Dopo la Prima guerra mondiale, durante la quale rimase gravemente ferito alla testa nel 1917, Russolo partecipò alla Biennale di Venezia del 1926 con Impressioni di bombardamento (Shrapnels e granate). La sua ultima partecipazione alla Biennale fu nel 1930.

In seguito sviluppò una pittura definita “classico-moderna”, con paesaggi, tramonti, montagne e alberi legati alla natura del Lago Maggiore. La rassegna presenta inoltre una ricostruzione della camera da letto dell’artista, con mobili che potrebbero essere stati disegnati da lui e decorazioni associate alla sua ricerca interiore.

Una sezione documentaria raccoglie cataloghi di mostre, lettere autografe, fotografie, ritagli di giornale e riviste. I materiali provengono dall’Archivio del ’900 del Mart di Trento e Rovereto, dall’ASAC della Biennale di Venezia e da collezioni private. Il catalogo è pubblicato da Moebius e include saggi dei curatori, altri contributi e le riproduzioni delle opere esposte.

Info

“Luigi Russolo. Rumorcolori”. Palazzo Vescovile, in via Seminario 19, Portogruaro (VE)

  • Orari: dal martedì al giovedì dalle 14.30 alle 18.30; venerdì dalle 14.30 alle 19.30; sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00. Lunedì chiuso; chiusura anche a Natale e il 1° gennaio.
  • Biglietti: intero 10 euro; ridotto 8 euro per studenti universitari fino a 26 anni, over 65, residenti nel Comune di Portogruaro e soci FAI; 5 euro per studenti e scolaresche.
  • Ingresso gratuito: minori fino a 5 anni, persone con disabilità con un accompagnatore e minori con handicap ai sensi della legge 104/92.
  • Aperture straordinarie: per gruppi e scolaresche, su prenotazione, anche al mattino e il lunedì.
  • Informazioni: 0421 564136; info@palazzovescovile.it.