Moda in luce, quando Roma divenne capitale della moda
Alla Centrale Montemartini fotografie, filmati e abiti raccontano vent’anni di moda italiana
di Flavia Pignataro
Ci sono momenti nella storia di una città in cui mondi diversi si incontrano e finiscono per creare qualcosa di nuovo. È quanto accadde a Roma tra gli anni Cinquanta e Settanta, quando moda, cinema, fotografia e industria contribuirono a costruire un’immagine dell’Italia destinata a conquistare il mondo.
È questa la storia raccontata da Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale, la mostra ospitata fino al 15 novembre 2026 alla Centrale Montemartini, che attraverso fotografie, filmati, documenti e abiti ripercorre una stagione decisiva per la nascita del Made in Italy.
Il percorso espositivo parte dall’Archivio storico Luce, protagonista con circa 150 fotografie e filmati spesso rari, capaci di restituire il clima di quegli anni. Roma è una città in trasformazione: a Cinecittà si producono film che guardano a Hollywood e, nelle sartorie e negli atelier, prende forma una moda capace di affermarsi oltre i confini nazionali.
Il cinema offre alla moda volti, corpi e immaginari. Tra le protagoniste di questa stagione ci sono Sophia Loren, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Lucia Bosè e Anita Ekberg, insieme a numerosi attori che hanno contribuito a rendere Roma una delle capitali internazionali dello spettacolo.
Ma la mostra non si limita alle immagini delle grandi star. Accanto alle fotografie trovano spazio 27 abiti originali, in gran parte inediti, firmati da alcuni dei nomi più importanti della moda italiana, tra cui Valentino Garavani, Sorelle Fontana, Fernanda Gattinoni, Roberto Capucci, Renato Balestra e Laura Biagiotti.
Tra i pezzi più significativi c’è l’abito Fiesta di Valentino Garavani, legato alla sua prima sfilata del 1959. Un momento che segna l’inizio di una storia destinata a diventare internazionale e che la mostra restituisce insieme a una costellazione di sartorie, atelier e realtà artigianali che animavano la Roma dell’epoca.
Particolarmente forte è il legame con il cinema. La moda non si limitava infatti a vestire attrici e attori, ma partecipava alla costruzione dei personaggi e dell’immaginario cinematografico. Fotografie e filmati permettono così di osservare il rapporto tra stilisti, sartorie e grandi produzioni, in un dialogo nel quale costume e spettacolo finiscono per diventare parte della stessa narrazione.
Una sezione del percorso guarda anche all’industria tessile e al rapporto tra creatività e produzione. La moda romana non nasceva soltanto nei grandi atelier, ma comprendeva manifatture, laboratori artigianali e industrie che contribuivano alla crescita di un settore destinato a diventare uno dei simboli dell’eccellenza italiana.
Curata da Fabiana Giacomotti e organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura, la mostra è il secondo capitolo del progetto Moda in Luce, dopo l’esposizione dedicata al periodo 1925-1955 ospitata a Palazzo Pitti.
La Centrale Montemartini, con il suo particolare incontro tra archeologia industriale e patrimonio storico, diventa così lo spazio ideale per raccontare una trasformazione che ha coinvolto non soltanto la moda, ma la cultura italiana nel suo insieme.
Moda in luce guarda al passato, ma parla anche del presente. Perché quell’incontro tra artigianato, industria, cinema e creatività ha contribuito a costruire un’identità riconoscibile ancora oggi: quella di un Paese capace di trasformare la bellezza in cultura e la cultura in un linguaggio internazionale.
Info mostra
Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale
Centrale Montemartini, via Ostiense 106, Roma.
Fino al 15 novembre 2026, dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 19.00. Lunedì chiuso.
