Il Novecento italiano a Palazzo Bonaparte: l’arte che parla alla mente
Un percorso espositivo che esplora i meccanismi della percezione, della memoria e dell’esperienza estetica
di Vito Zurzolo
Dal 14 luglio al 23 agosto, Palazzo Bonaparte, a Roma, ospita “Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali”, una mostra che riunisce per la prima volta oltre cinquanta opere raramente esposte al pubblico. Il percorso propone capolavori di alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte italiana del XX secolo, tra cui Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Gino Severini, Felice Casorati, Antonio Donghi, Alberto Savinio e Filippo de Pisis, arricchito dalla presenza straordinaria de “Le tre età” di Gustav Klimt.
L’esposizione attraversa le grandi correnti artistiche del secolo scorso – dal Futurismo alla Metafisica, fino al Realismo Magico – seguendo temi che parlano ancora al presente: identità, memoria, paesaggio, corpo e trasformazione sociale.
Più che una semplice successione di opere, il percorso racconta come gli artisti abbiano cercato di dare forma visibile ai cambiamenti psicologici e sociali di un’epoca attraversata da guerre, urbanizzazione, progresso tecnologico e profonde trasformazioni culturali.
In questa prospettiva, la mostra offre anche l’occasione per riflettere sul ruolo dell’arte nella costruzione della memoria collettiva. Le neuroscienze mostrano come la memoria non sia soltanto un processo individuale, ma si costruisca anche attraverso immagini, simboli e racconti condivisi da una comunità. Molti dei dipinti esposti appartengono ormai a questo patrimonio comune: non documentano soltanto il Novecento, ma contribuiscono ancora oggi a definirne l’immaginario.
Tra le opere esposte spicca “Le tre età” di Gustav Klimt, eccezionalmente concessa in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Il celebre dipinto, dedicato all’infanzia, alla maturità e alla vecchiaia, affronta uno dei temi più profondi dell’esperienza umana: il tempo della vita e la trasformazione dell’identità, argomenti che continuano a essere al centro degli studi sullo sviluppo e sull’invecchiamento del cervello.
Visitare questa esposizione significa fare esperienza di ciò che la ricerca neuroscientifica conferma da tempo: osservare un’opera d’arte non è un atto passivo. L’esperienza estetica coinvolge reti cerebrali legate alla percezione, alla memoria autobiografica, all’elaborazione delle emozioni e all’immaginazione. L’opera prende forma nell’incontro tra l’artista e chi guarda.
Forse è questa la ragione per cui il Novecento continua a parlarci. Pur raccontando un secolo ormai concluso, le sue immagini continuano a interrogare il nostro modo di vedere il mondo, ricordandoci che ogni rivoluzione artistica è stata, prima di tutto, una rivoluzione dello sguardo.
INFO Novecento italiano. Opere dalla collezione Generali
Sede: Palazzo BonapartePiazza Venezia, 5 – Roma
Date:14 luglio – 23 agosto 2026
Orario: Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00
Biglietti: Ingresso gratuito
Informazioni: +39068715111- info@arthemisia.it – www.mostrepalazzobonaparte.it
