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Arena di Verona 2026, cinquanta sere di grande opera sotto le stelle

La 103ª edizione del Festival lirico più celebre al mondo va dal 12 giugno al 12 settembre, tra i kolossal di Zeffirelli, la nuova Traviata e il centenario della Turandot

di Chiara Renzi

Ogni estate l’anfiteatro romano di Verona si trasforma nel più grande teatro d’opera a cielo aperto del mondo. La 103ª edizione dell’Arena di Verona Opera Festival, dal 12 giugno al 12 settembre 2026, allinea una cinquantina di serate tra opera, musica sinfonica e danza, davanti a un pubblico che arriva da ogni continente. Duemila anni di pietra, oltre ventimila spettatori a sera e una tradizione che, dal 1913, non si è mai fermata.

Il cartellone 2026 è un catalogo di titoli amatissimi. Si apre con una nuova Traviata di Verdi, tornano i grandi allestimenti kolossal firmati da Franco Zeffirelli, dalla Carmen di Bizet all’Aida, presente addirittura in due versioni diverse, l’edizione storica zeffirelliana e l’avveniristica «Aida di cristallo» immaginata da Stefano Poda. Completano il quadro Nabucco e La Bohème, mentre le Quattro Stagioni di Vivaldi diventano uno spettacolo immersivo con l’Orchestra dell’Arena.

Non c’è soltanto il canto. Il 21 luglio l’anfiteatro si accende per Roberto Bolle and Friends, la serata di gala che porta all’Arena l’étoile e alcune fra le stelle più luminose della danza internazionale. E chi insegue le grandi voci, a fine luglio trova Aida e La Bohème il 25 luglio e La Traviata il 31, prima che agosto apra la stagione più attesa dell’anno.

Dietro la cartolina perfetta c’è una macchina culturale che tiene insieme economia, turismo e memoria artistica. In un’estate affollata di festival, l’Arena resta il luogo dove l’opera parla ancora a un pubblico vastissimo e popolare, non a una nicchia. È forse questo il suo primato più difficile da eguagliare, far sembrare naturale ciò che in realtà è un piccolo miracolo organizzativo, ripetuto ogni sera.

IL CAMEO: Turandot, cent’anni dopo

Nel 2026 ricorre il centenario della Turandot, l’ultima opera di Giacomo Puccini, che debuttò alla Scala di Milano nel 1926, rimasta incompiuta alla morte del compositore. L’Arena la celebra con l’allestimento fiabesco di Franco Zeffirelli, un classico dal 1983 con i costumi premio Oscar di Emi Wada, in scena per sei recite dirette da Andrea Battistoni, il 7, 14, 21 e 27 agosto, poi il 3 e l’11 settembre. Tra scenografie sfarzose e le note celebri di «Nessun dorma», è il modo più spettacolare per festeggiare un secolo di una principessa di ghiaccio che continua a incantare il mondo.