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Bomarzo celebra Sant’Anselmo: tra tradizione, fede e sfida torna il Palio

Dal rituale alla comunità: il Palio di Bomarzo come esperienza di appartenenza, emozione condivisa e identità sociale

di Vito Zurzolo

Dal 22 al 25 aprile 2026, il borgo di Bomarzo torna a trasformarsi in un teatro a cielo aperto dove storia, devozione e identità collettiva si intrecciano. In occasione delle celebrazioni per Sant’Anselmo, il paese ospita uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità: la Sagra del Biscotto e il Palio, evento che ogni anno richiama visitatori e curiosi anche da fuori regione.

La manifestazione è legata alla figura del santo patrono, ricordato per l’usanza di offrire pane dolce ai pellegrini in transito lungo la Via Francigena. Un gesto di accoglienza che oggi rivive simbolicamente nel “biscotto”, prodotto tipico locale protagonista della sagra: una preparazione semplice ma identitaria, arricchita dalla caratteristica “zozza”, che ne definisce gusto e consistenza.

Accanto alla dimensione gastronomica cresce l’attesa per il Palio, cuore agonistico della festa. I cinque rioni storici si preparano per mesi, tra allenamenti, strategie e rivalità mai sopite. Un primo momento decisivo è la “tratta” dei cavalli, che assegna le monte e contribuisce ad accendere pronostici e tensioni, soprattutto intorno al rione Madonna del Piano, vincitore delle ultime edizioni e osservato speciale anche quest’anno.

Il culmine delle celebrazioni è previsto per il 25 aprile. Le vie del centro si animano con il corteo storico in costume, tra figuranti, musici e colori che restituiscono al borgo un’atmosfera sospesa nel tempo. Poco dopo, al Fossatello, si consuma la corsa a pelo: pochi minuti intensi, in cui si concentrano mesi di preparativi e l’orgoglio di un’intera comunità.

Ma eventi come questo non sono solo tradizione o spettacolo. Dal punto di vista delle neuroscienze sociali, rituali collettivi come il Palio attivano meccanismi profondi di appartenenza, memoria condivisa e coinvolgimento emotivo. La partecipazione, sia come protagonisti sia come spettatori, rafforza i legami sociali attraverso processi di sincronizzazione emotiva e identificazione di gruppo, contribuendo a consolidare l’identità locale nel tempo.

Tra fede, folklore e competizione, il Palio di Sant’Anselmo si conferma così come un vero e proprio rito collettivo, capace di unire passato e presente. Un appuntamento in cui la comunità non si limita a celebrare una tradizione, ma la rivive e la rinnova, anno dopo anno, mantenendo viva l’identità di Bomarzo.