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Roma, i giardini del potere

A Palazzo Braschi la storia delle ville che hanno disegnato la città

di Eddy Stefani

Roma è una città costruita anche con il verde. Le sue ville storiche e i loro giardini hanno modellato il paesaggio urbano quanto le basiliche e i palazzi nobiliari, contribuendo a definire un’identità estetica e politica che attraversa i secoli.

Con la mostra “Ville e giardini di Roma. Una corona di delizie”, il Museo di Roma affronta in modo organico questa dimensione della storia cittadina e ne offre una lettura documentata, mostrando come lo spazio delle ville sia stato insieme luogo di potere, spazi di rappresentazione sociale e costruzione simbolica.

Visitabile fino al 12 aprile 2026, l’esposizione propone un percorso che si sviluppa dal Rinascimento alla prima metà del Novecento, attraversando trasformazioni urbane, mutamenti sociali e ridefinizioni del rapporto tra natura e architettura.  Il giardino emerge come dispositivo culturale complesso, luogo di rappresentanza aristocratica, strumento di costruzione del prestigio familiare, teatro di relazioni diplomatiche e laboratorio di sperimentazione artistica.

Le ville romane non furono semplici residenze. Erano sistemi integrati di architettura, paesaggio e simbolo. I disegni preparatori, le vedute dipinte, le incisioni, le mappe e i manoscritti esposti, circa centonovanta opere tra dipinti, progetti e documenti d’archivio, permettono di ricostruire la nascita di un vero linguaggio del verde. La disposizione delle terrazze, l’uso prospettico dei viali, la costruzione delle fontane e delle grotte artificiali rispondevano a un preciso progetto di rappresentazione del potere.

Nel Rinascimento la villa suburbana si configura come estensione ideale del palazzo urbano. Il giardino all’italiana, con le sue simmetrie e i suoi assi visivi, traduce in forma vegetale l’ordine razionale dell’architettura. Tra Seicento e Settecento, la teatralità barocca introduce dinamismo e scenografia. Le vedute d’epoca mostrano una città che si espande verso l’esterno, costellata di residenze immerse in paesaggi costruiti con meticolosa attenzione.

La mostra evidenzia anche il mutamento di funzione delle ville tra Ottocento e Novecento. Con l’Unità d’Italia e l’espansione urbana, molte proprietà aristocratiche vengono trasformate o aperte alla collettività. Il giardino, da spazio esclusivo, diventa progressivamente bene pubblico. Si afferma l’idea di verde urbano come servizio e come diritto, anticipando sensibilità oggi centrali nel dibattito sulle città sostenibili.

Il percorso non indulge in nostalgia. Propone, piuttosto, una lettura stratificata della storia romana. La città delle ville racconta gerarchie sociali, strategie di autorappresentazione, equilibri tra potere e paesaggio. E mostra come il verde, a Roma, non sia mai stato semplice decorazione, ma una forma raffinata di politica dello spazio.

 

Informazioni utili

Museo di Roma a Palazzo Braschi

Piazza San Pantaleo 10, Roma

Fino al 12 aprile 2026

Biglietti, orari aggiornati e prenotazioni sul sito ufficiale del Museo di Roma

https://www.museodiroma.it

Portale Turismo Roma https://www.turismoroma.it