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Balcone anche senza pollice verde: il balcone che cambia l’umore

Se l’obiettivo è un balcone bello, semplice e a bassa manutenzione, ecco tre alleate perfette per chi non ha tempo o costanza

di Laura Pompili

Sta arrivando la primavera e diciamolo: un balcone fiorito cambia l’umore e rende la casa più bella.
Peccato che poi la realtà sia spesso questa: dimentichi di annaffiare, esageri con l’acqua “per recuperare”, scegli piante
bellissime, ma delicate e dopo due settimane fai un bel funerale botanico.
La buona notizia è che non serve essere esperti di giardinaggio per ottenere un effetto curato e duraturo. Esistono piante che resistono alla siccità, perdonano gli errori e crescono con sorprendente generosità.

Tre piante che non ti tradiscono

1. Tradescantia pallida (Purple Heart): foglie viola intenso, crescita veloce, effetto scenografico. Sembra una pianta “da designer”, ma è tra le più facili da gestire. Ama il “sole diretto” (più luce significa colore più scuro), ma si adatta anche a mezz’ombra. In inverno può sembrare spacciata: niente panico. A inizio marzo basta una potatura decisa, a circa 10 cm dal terreno. In pochi giorni ricomincerà a vegetare, più fitta di prima.

2. Chlorophytum comosum (Falangio): ordine, resistenza, verde brillante. Il falangio è una certezza. Predilige zone luminose ma senza sole diretto. In inverno spesso è sufficiente l’acqua piovana; dalla primavera una volta a settimana è più che adeguato. Produce steli con piccoli fiori bianchi che, a fine fioritura, generano nuove piantine. Si possono lasciare attaccate oppure staccare e rinvasare. Risultato: piante infinite, spesa zero. Se dopo l’inverno appare sofferente, taglia tutto a 10 cm dalla base. È una pianta che ama ripartire.

3. Epipremnum aureum (Photos): tecnicamente da interno, ma perfetto all’esterno durante l’estate (solo all’ombra).
In casa, da ottobre a maggio, richiede pochissima acqua: anche un bicchiere ogni 10–15 giorni può bastare. In estate si passa a un’annaffiatura settimanale. È quasi impossibile da eliminare involontariamente. Inoltre si moltiplica con estrema facilità: basta tagliare sotto una radice aerea e interrare la talea oppure metterla in acqua. In poche settimane nascerà una nuova pianta.

Il vaso giusto: questione di sopravvivenza

Spesso non è la pianta a morire, ma la gestione del vaso a condannarla. Va benissimo un vaso con una apertura di 18 cm. Deve avere fori sul fondo per far uscire l’acqua in eccesso. Evita i coprivasi di ceramica senza fori: sono belli, ma le radici devono respirare e l’acqua deve drenare.

Sul fondo è utile inserire un coccio di terracotta o uno strato di argilla espansa. Poi terriccio universale, meglio se mescolato con lapillo vulcanico per migliorare il drenaggio. In alternativa, un terriccio per piante succulente (già pronto e drenante) semplifica la scelta.

La regola d’oro: meno è meglio

Se hai dubbi, meglio poca acqua che troppa. Queste piante soffrono più l’acqua stagnante che la sete. Quando poti e tagli, usa sempre forbici pulite e disinfettate: piccoli accorgimenti che evitano grandi problemi.

Moltiplicare per credere

Tradescantia (esterno), Falangio (esterno) e Photos (interno inverno + esterno estivo) hanno un vantaggio ulteriore: si propagano facilmente. Imparando a potare e ripiantare, in una stagione il balcone può riempirsi senza ulteriori acquisti.

Il risultato? Un balcone sempre verde, semplice da gestire e sorprendentemente resistente.

E se proprio vuoi fare un passo in più, puoi anche dare del concime da maggio a ottobre.