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A Roma la prima mostra dedicata a Diego Rivera

“Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” a Villa Caffarelli fino al 13 dicembre

di Flavia Pignataro

Fino al 13 dicembre, Villa Caffarelli, nei Musei Capitolini, ospita la prima mostra a Roma dedicata a Diego Rivera, uno dei più importanti protagonisti dell’arte messicana del Novecento.

L’esposizione racconta la nascita e l’evoluzione dell’arte moderna in Messico attraverso le opere di Rivera e di numerosi altri artisti, tra cui Frida Kahlo, José María Velasco, David Alfaro Siqueiros e María Izquierdo. La mostra permette così di conoscere non solo la sua arte, ma anche la cultura, la storia e i cambiamenti sociali del Messico del Novecento.

Diego Rivera nasce in Messico l’8 dicembre 1886. Fin da giovanissimo si avvicina all’arte e, a soli dieci anni, inizia a frequentare i corsi serali dell’Accademia di San Carlo di Città del Messico, dove conosce anche José María Velasco.

Grazie a due borse di studio ha l’opportunità di trasferirsi in Europa e proseguire la propria formazione artistica. Vive tra Spagna, Messico e Italia e frequenta alcuni dei più importanti protagonisti dell’arte del suo tempo, tra cui Pablo Picasso e Amedeo Modigliani.

Il suo percorso artistico si intreccia sempre più con l’impegno politico e sociale. Rivera aderisce al Partito Comunista Messicano e utilizza soprattutto i suoi celebri murales per raccontare la storia del Paese, le condizioni della classe operaia e le profonde trasformazioni della società messicana.

La sua arte diventa così uno strumento per portare la cultura e la storia fuori dai musei e renderle accessibili a tutti.

Anche la vita privata dell’artista è stata intensa e tormentata. Rivera si sposa quattro volte e tra i suoi matrimoni più celebri c’è quello con Frida Kahlo, con la quale vive una relazione complessa e passionale.

Il loro rapporto, fatto di separazioni, tradimenti e riconciliazioni, è diventato uno degli episodi più conosciuti della storia dell’arte del Novecento.

Nel 1950 Rivera realizza le illustrazioni per il Canto General di Pablo Neruda, una delle opere più importanti della poesia latinoamericana.

Muore il 24 novembre 1957 a Città del Messico, lasciando un patrimonio artistico che ancora oggi rappresenta uno dei simboli dell’identità culturale messicana.

Il percorso allestito a Villa Caffarelli permette di comprendere meglio la ricchezza e la varietà della scena artistica del Paese nel corso del Novecento.

All’interno della mostra sono presenti anche fotografie di Tina Modotti, fotografa e artista italiana che visse a lungo in Messico e che, come Rivera, fu profondamente coinvolta nella vita culturale e politica del Paese.

Con oltre 140 opere, il percorso espositivo è articolato in quattro aree che seguono la formazione di Rivera e l’evoluzione dell’arte moderna messicana.

La mostra racconta inoltre il rapporto tra Rivera e le avanguardie europee, dal cubismo alle nuove sperimentazioni del Novecento, mostrando come l’artista abbia rielaborato queste influenze attraverso la propria cultura e la realtà messicana.

Attraverso pittura, fotografia e documenti, la mostra offre così uno sguardo sull’arte messicana del XX secolo e sulla sua capacità di confrontarsi con le correnti internazionali mantenendo una forte identità culturale.

INFO MOSTRA:

Luogo: Musei Capitolini, Villa Caffarelli
Durata: Dal 9 giugno al 13 dicembre 2026
Orario: Tutti i giorni ore 9.30-19.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Biglietto d’ingresso: biglietti
Informazioni: tel 060608 (tutti i giorni 09.00 – 19.00)