La Tomba François torna visibile, il capolavoro etrusco che lo Stato ha restituito al pubblico
Acquistati dallo Stato per quindici milioni, gli affreschi della grande tomba di Vulci sono esposti dal 1° luglio al Museo Etrusco di Villa Giulia, nella mostra “Il ritorno degli eroi”
di Eddy Stefani
Per oltre un secolo e mezzo erano rimasti sottratti alla vista, custoditi in una collezione privata. Ora gli affreschi della Tomba François, uno dei vertici della pittura etrusca, sono di nuovo visibili al pubblico. Lo Stato italiano li ha acquistati per quindici milioni di euro e li espone, dal 1° luglio 2026, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, nella mostra “Il ritorno degli eroi”, aperta fino al 31 dicembre.
La tomba fu scoperta nel 1857 dall’archeologo Alessandro François nella necropoli di Ponte Rotto, a Vulci, l’antica città etrusca oggi tra Montalto di Castro e Canino, nel Lazio. Databile tra il 340 e il 320 avanti Cristo, apparteneva a un aristocratico, Vel Saties, e le sue pareti erano interamente dipinte. Nell’Ottocento gli affreschi furono staccati e finirono nella collezione Torlonia, dove sono rimasti quasi invisibili fino a oggi.
Il ciclo è straordinario perché intreccia due mondi. Da un lato il mito greco, con Achille che sacrifica i prigionieri troiani sulla tomba di Patroclo, dall’altro la storia locale, con gli eroi di Vulci che liberano e uccidono in una vicenda che sembra riscrivere le origini di Roma. È una delle pochissime testimonianze in cui gli Etruschi raccontano se stessi, con i propri nomi e la propria versione dei fatti.
A Villa Giulia la mostra ricostruisce il rapporto fra le pareti e il racconto della camera originaria, mentre il parco di Vulci resta visitabile e la tomba, sul posto, continua a custodire la sua storia. Fondazione Vulci e Villa Giulia hanno annunciato una collaborazione stabile, come se il capolavoro, dopo tante vite, avesse trovato il modo di appartenere a due luoghi insieme, quello dove nacque e quello che oggi lo conserva.
IL CAMEO Mastarna, l’eroe che smentisce Roma
Tra le scene più celebri c’è quella dei guerrieri di Vulci. Si riconosce Mastarna che libera l’amico Celio Vibenna dalle catene, mentre i compagni trucidano i nemici sorpresi nel sonno. Per gli Etruschi quel Mastarna sarebbe poi diventato re di Roma con il nome di Servio Tullio, una versione della storia diversa da quella tramandata dai Romani e citata secoli dopo perfino dall’imperatore Claudio. In quelle figure dipinte c’è un’idea audace, che la nascita di Roma potesse essere raccontata anche dal punto di vista dei vinti.
