Il giornale che insegna a guardare Foggia con occhi nuovi
Dall’aula al territorio: il progetto del professor Andrea La Porta trasforma gli studenti in giovani cronisti della loro città
di Giuseppe Sciarra
Dietro le quinte dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Foggia c’è un progetto che trasforma gli studenti in cronisti del loro tempo. Ne abbiamo parlato con il professor Andrea La Porta, ideatore del “Corriere Dante”, una redazione studentesca composta da giovanissimi. Attraverso il giornale online e il radiogiornale, questi ragazzi non solo scoprono i segreti del giornalismo, ma imparano una lezione ancora più importante: osservare la propria città con occhi diversi, più attenti e consapevoli.
Professore, da dove è nata l’idea di affidare un vero e proprio giornale e radiogiornale a ragazzi così giovani? C’è stato un momento particolare che le ha fatto dire: “Dobbiamo farlo”?
In realtà è stato un percorso graduale sviluppatosi negli ultimi tre anni. Ho iniziato con cinque alunni che frequentavano un pomeriggio in più rispetto ai compagni per un corso sperimentale. Per migliorare la scrittura dei testi avevo creato un Padlet sul quale caricavano impressioni e riflessioni sugli incontri e sugli ospiti che invitavo a scuola. L’anno successivo, grazie alla disponibilità della dirigente scolastica e alla collaborazione di un collega di Informatica, abbiamo avuto l’opportunità di gestire un vero e proprio sito web, tuttora attivo. Così quel semplice spazio digitale si è trasformato in un giornale online. Nel frattempo i ragazzi avevano scoperto quanto fosse gratificante scrivere articoli e vederli pubblicati.
Oggi si parla molto di distrazioni digitali e calo dell’attenzione nei più giovani. Qual è il vero obiettivo di questo progetto? Cosa spera che i ragazzi portino con sé da questa esperienza, al di là della scrittura o del podcasting?
Alcuni obiettivi li avevamo già in mente, altri li stiamo scoprendo strada facendo. Una cosa che tengo a sottolineare è che i ragazzi coinvolti nel progetto diventano più attenti quando ospitiamo qualcuno a scuola o quando partecipiamo ad attività esterne. Le interviste, in particolare, li portano a essere più partecipi e coinvolti. E questo ha una serie di effetti positivi.
Mettersi davanti a un microfono o scrivere un articolo richiede coraggio a quell’età. Come hanno reagito gli studenti all’inizio? Timidezza o entusiasmo?
Intervistare o comunque parlare con adulti che non conoscono, mette spesso a disagio i ragazzi, perché sono poco abituati a interagire con i grandi. Ma devo dire che, un pò alla volta, si abituano e diventano più sciolti nell’esprimersi. Anche questi miglioramenti sono importanti per la loro crescita e maturazione.
Il giornale ha una forte radice a Foggia. Pensa che questo strumento stia aiutando i ragazzi a osservare la propria città con occhi diversi, più critici e consapevoli, rispetto a prima?
Spero proprio che i ragazzi si rendano conto, con le varie attività svolte per il giornale, di quanta bellezza, quanta vita culturale e sociale ci sia nella nostra città. Purtroppo la narrazione principale è quella della criminalità, dei problemi, delle sconfitte. Foggia, però, è anche altro: un territorio da scoprire, come abbiamo scritto nella nostra “Home page”.
Come funziona concretamente la vostra redazione? I ragazzi sono liberi di scegliere gli argomenti oppure c’è una guida da parte vostra?
I ragazzi sanno che, quando vogliono, possono scrivere articoli che riguardano film, libri, musica, sport, esperienze varie. Inoltre sono io a suggerire di raccontare delle attività didattiche particolari, propongo interviste quando vengono ospiti esterni a scuola. Sto provando a far capire loro che ogni iniziativa interessante va condivisa e raccontata con il loro punto di vista. La speranza è che diventino sempre più autonomi.
C’è stato un articolo, un podcast o una riflessione che l’ha particolarmente colpita?
Partirei dal logo del giornale, realizzato da Daniela, una delle prime ragazze a credere nel progetto, ora è alle superiori e mi piace pensare a come abbia lasciato questa sua traccia preziosa. E poi ricordo sempre con sorpresa un articolo scritto lo scorso anno da una classe di prima media che tornava da un’uscita didattica in Foresta Umbra. La cosa bella è che i ragazzi hanno scritto sul pullman stesso il pezzo, partecipando in otto o nove alla stesura, con l’entusiasmo fresco dell’esperienza vissuta in natura.
Guardando al futuro, qual è il sogno più grande per il “Corriere Dante”? Potrebbe diventare un modello per altre scuole?
Mi piacerebbe continuare a crescere. Vorrei avviare podcast con cadenza settimanale, raccontare sempre di più gli eventi della città e intervistare persone che possano rappresentare una fonte di ispirazione per i ragazzi. Sarebbe bello essere più conosciuti, non tanto per diventare un modello da esportare, quanto per favorire nuove collaborazioni. Crediamo molto nel fare rete, sia con altre scuole sia con associazioni e realtà culturali del territorio. In fondo, il progetto è sbocciato anche grazie a due giornalisti che ci hanno aiutato e ci tengo a ringraziare: Emiliano Moccia e Fulvio di Giuseppe di Foggia Città Aperta.
