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Mafalda e La Pimpa: due cervelli narrativi per capire il mondo

Alla Sala Dalí di Roma una mostra mette in dialogo immaginazione, pensiero critico ed empatia attraverso il fumetto

di Patrizia Miracco

Che cosa accade nella mente di un bambino quando osserva il mondo? E in che modo le storie che legge contribuiscono a formare il suo modo di pensare, sentire e relazionarsi? La mostra che porta insieme Mafalda e Pimpa, dal 14 maggio all’11 luglio 2026 alla Sala Dalí dell’Instituto Cervantes, offre una chiave originale per rispondere a queste domande, intrecciando fumetto, cultura visiva e neuroscienze cognitive.

Le opere di Quino e Francesco Tullio Altan non sono soltanto narrazioni illustrate: rappresentano veri e propri modelli di funzionamento mentale. Da un lato, Mafalda con il suo pensiero critico, la capacità di mettere in discussione norme e convenzioni, dall’altro, Pimpa che dà forma a un’esperienza fondata su immaginazione, sicurezza affettiva e curiosità esplorativa.

Da un punto di vista neuroscientifico, queste due dimensioni attivano reti cognitive differenti ma complementari. Mafalda sollecita processi legati alla metacognizione e al ragionamento morale: le sue domande, apparentemente semplici, stimolano la riflessione su concetti astratti come giustizia, autorità e futuro.  Una stimolazione che  rafforza le funzioni esecutive e la capacità di valutare prospettive multiple.

Pimpa, al contrario, opera su un registro più emotivo-relazionale. Il suo universo narrativo favorisce l’attivazione di circuiti legati all’empatia, alla regolazione emotiva e al senso di attaccamento sicuro. La presenza costante di figure rassicuranti e la trasformazione giocosa della realtà contribuiscono a costruire un ambiente mentale in cui l’esplorazione non genera ansia, ma fiducia.

La mostra, promossa da ARF! Festival, mette così in scena un dialogo tra due “architetture della mente”: quella analitica e interrogativa di Mafalda e quella narrativa e affettiva della Pimpa. Non si tratta di una contrapposizione, ma di una complementarità che riflette la complessità dello sviluppo cognitivo umano.

«Parlare ai bambini per parlare agli adulti» è il principio che attraversa l’esposizione. In chiave neuroscientifica, questo significa riconoscere che le strutture fondamentali del pensiero, dalla capacità simbolica alla costruzione dell’identità, si formano proprio attraverso esperienze narrative precoci. Il fumetto, con la sua combinazione di immagini e parole, rappresenta uno strumento particolarmente efficace per stimolare la integrazione multisensoriale e la costruzione di significato.

Non è un caso che Mafalda e Pimpa continuino a essere lette da generazioni diverse. Come sottolinea Daniele Bonomo, la loro forza sta anche nella capacità di attraversare il tempo, permettendo a lettori di età diverse di condividere uno stesso immaginario. Questo fenomeno è una forma di trasmissione culturale intergenerazionale, in cui le narrazioni fungono da ponte tra esperienze e sistemi di valori.

L’inaugurazione, prevista per il 14 maggio con la presenza di Altan, offrirà anche un’occasione per riflettere sul ruolo del fumetto come dispositivo cognitivo oltre che artistico. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla frammentazione dell’informazione, Mafalda e Pimpa propongono due modalità alternative di relazione con il mondo: la lentezza riflessiva e la meraviglia esplorativa.

Due modi diversi di “allenare” il cervello, ma entrambi fondamentali. Perché comprendere la realtà, oggi come ieri, significa saper unire pensiero ed emozione.

QUINO + ALTAN. MAFALDA & LA PIMPA

Dal 14 maggio all’11 luglio 2026. Ingresso libero

Instituto Cervantes di Roma – Sala Dalí – Piazza Navona, 91 – 00198 Roma

Orari di visita: da martedì a venerdì dalle 14:00 alle 20:00 | sabato dalle 12.00 alle 20.00; domenica e lunedì chiuso

Info: pnavona@cervantes.es | Tel.: 06 686 18 71