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All’ex Mattatoio nasce il Centro della Fotografia: Roma accende un nuovo polo per le immagini

Un luogo pubblico per la fotografia tra memoria, ricerca e visioni contemporanee

di Chiara Renzi

Roma apre un nuovo presidio culturale dedicato alle immagini. E’ stato presentato in Campidoglio il primo Centro pubblico destinato alla fotografia, ospitato nel padiglione 9D dell’ex Mattatoio di Testaccio. L’inaugurazione è prevista per il 29 gennaio, mentre dal 30 gennaio il Centro aprirà al pubblico con orario 11:00–20:00 (chiuso il lunedì, ultimo ingresso un’ora prima).

Il progetto, gestito da Roma Capitale con la Sovrintendenza Capitolina, si inserisce nel programma di rigenerazione dell’area, che trasformerà il Mattatoio nella “Città delle Arti”. Il Centro si sviluppa su 1.500 metri quadrati e due livelli, pensati per ospitare più iniziative in contemporanea. Al piano terra, oltre mille metri quadrati, trovano posto sale espositive modulabili, biglietteria, uffici e una biblioteca specializzata in fotografia, con circa 3.000 volumi tra cataloghi, studi e pubblicazioni di settore.

Il Centro prende forma nell’architettura industriale dell’ex Mattatoio e ne valorizza i tratti originari. Le strutture in ghisa, le guidovie e il tetto a capriate restano protagonisti e si integrano con gli interventi contemporanei. Il recupero trasforma un edificio di fine Ottocento in uno spazio espositivo flessibile, sostenuto da impianti di illuminazione e climatizzazione di nuova generazione.

Dal 30 gennaio al 29 giugno 2026 il Centro inaugura la propria attività con la mostra “Irving Penn. Photographs 1939–2007”, una selezione di capolavori provenienti dalla Maison Européenne de la Photographie di Parigi. L’esposizione mette al centro uno dei grandi maestri del Novecento, capace di attraversare generi e decenni senza perdere rigore. Nei suoi scatti convivono ritratto e moda, natura morta e studio delle forme, con un’eleganza asciutta che ha inciso sull’immaginario contemporaneo. Il percorso, costruito su un arco temporale ampio, racconta anche la capacità di Penn di trasformare la fotografia editoriale in linguaggio d’autore, rendendo luce e composizione una firma immediatamente riconoscibile.

In parallelo alla mostra su Irving Penn, si affianca “Silvia Camporesi. C’è un tempo e un luogo”, che orienta lo sguardo sul presente e su una ricerca più intima. Qui la fotografia non si esaurisce nella registrazione del reale, ma lavora come esercizio di memoria e di geografia emotiva, accumulando stratificazioni di luoghi, tracce e significati. È un contrappunto efficace al Penn più canonico, perché restituisce l’immagine come terreno di interrogazione, non soltanto come forma o stile.

Nello spazio espositivo “Campo visivo”, a completare il trittico c’è “Corpi reali e corpi immaginari” pensato per linguaggi contemporanei, sperimentazione e ricerca. Qui la fotografia dialoga con materiali d’archivio, immagini documentarie e proiezioni, mescolando registri diversi e lasciando emergere il tema del corpo come presenza e come costruzione, tra gesto, rappresentazione e gioco. Con questi tre percorsi il Centro si presenta con un’identità già leggibile. Propone grandi maestri, ricerca contemporanea e sperimentazione, con una curatela solida e l’ambizione di parlare a pubblici diversi senza semplificare.

Info e prenotazioni: https://www.mattatoioroma.it/pagine/prenotazioni